signora tatuaggio

LOOK D’EFFETTO: Divertiamoci a guardarci intorno. Quali sono le ultime tendenze?

Avete voglia di crearvi una nuova immagine? Ecco i suggerimenti dalla sartoria per un look d'effetto: quali abiti ed accessori indossare e a quali dire di no!

SIAMO ORIGINALI

L’ultima tendenza: va bene per le giovanissime, sempre alla ricerca del loro look personale che così sperimentano tutte le soluzioni che la moda del momento offre loro.

 

Ma se vogliamo creare uno STILE PERSONALIZZATO, meglio evitare tutto ciò che fa omologazione.

QUINDI ALLA MODA SE VOLETE MA SCEGLIENDO SOLO CAPI E ACCESSORI ADATTI ALLA NOSTRA FISICITA’.

Guardiamoci intorno. Sempre più spesso si vedono donne giovani e grandi con un visetto perfettamente truccato, le sopracciglia disegnate e le imperfezioni sapientemente spianate che esce da un sacchettino informe in felpa, viscosa, poliestere.

Le gonne non esistono più.

I pantaloni sono informi, un elastico in vita e via.

Tutti attenti al colore: questo mi dona, quello mi “sbatte”, quest’altro mi dà allegria, quello lì mi deprime. Tutto bene ma, da che mondo è mondo, le persone sono sempre andate dai sarti per farsi “confezionare addosso” un vestito capace di valorizzarne il fisico.

Ora che tutti siamo stilisti di  noi stessi, non riuscendo a sceglielrle il modello che ci dona, optiamo per la non forma.

Il risultato? ….

NO AI CONSIGLIERI IMPROVVISATI

NO alla scelta dell’abito con amici, amiche e parenti. Se sono donne hanno gusti e fobie che derivano dalla loro linea e  dai loro complessi. Perché farci consigliare un abito da qualcuno che ha fisico e gusto diversi dai nostri e non può sapere che cosa ci valorizza? Se sono uomini sicuramente vi consiglieranno un vestito che corrisponda al loro ideale femminile, di solito con linee prosperose e gambe scoperte. Attenzione anche a chi vuole vendere a tutti i costi. Ho visto persone con abiti totalmente fuori misura a cui era stato detto “Poi se ha una buona sarta lo sistema” ????????

Quindi AFFIDATEVI AI PROFESSIONISTI.

Penso naturalmente al sarto e al consulente di immagine. Un professionista del settore non vi dirà che state bene con tutto ma vi consiglierà anche che cosa evitare e vi insegnerà a formare un vostro spirito critico e a guardarvi allo specchio con occhi nuovi.

Infine però RICORDATE: accettate i consigli ma non violentatevi e non imponetevi scelte che proprio non vi appartengono. L’abito deve farvi sentire bene. Se proprio un colore non vi piace o un capo non vi attira, evitate. Anche ciò che il professionista vi consiglia va mediato con il vostro gusto e  SOPRATTUTTO NON INDOSSATE MAI QUALCOSA CHE VI IMBARAZZA.

SI AGLI ACCESSORI. NO AGLI ESIBIZIONISMI.

Originali si, ma sempre con un po’ di eleganza.

Si esibiscono, per definizione, solo i gioielli. Magnifico ornamento, anch’esso da scegliere con cura, può cambiarci la luce del volto e rendere prezioso un abito anonimo e si all’abitudine di cambiarli per adattarli al momento e alla mise.

Al contrario, ad esempio, di un tatuaggio che rimane sempre lì ad ”identificarci” e quindi non si adatta alla nostra filosofia la quale, anche se non ama i divieti assoluti, lo preferisce discreto. Che dire dello sposo in tight dal cui collo esce un tappeto di tatuaggi da super-eroe oppure della signora già grande di età con un cuore rosso o una farfalla posata su un decolleté generoso sottolineato magari da una bella canottiera scollata?

E poi non esibiamo gli animali, per carità. e non aggiungo altro. Sono sicura che ciascuno di noi può trovare il modo di essere interessante senza il cane della razza vista al cinema.

LA BORSA

Eserciti di signore vestite in poliestere o coperte di abiti anonimi che sfoggiano loghi di borse costosissime e riconoscibilissime e occhiali da sole che firmano pesantemente la tempia… mi sembra perfino una tendenza da setta di appartenenza. Cerchiamo di appartenere solo a noi stessi.

Quando qualcuno ci parla l’occhio deve cadere su di noi e non sulla nostra borsa, appoggiata con nonchalance nel punto più in vista della stanza.

Quindi si alla bella borsa, ASSOLUTAMENTE SI, ma adatta alla mise che indossiamo e al luogo che frequentiamo, innanzi tutto. E se non vogliamo alternarla spesso ma tenere la stessa per tutte le occasioni, cerchiamo qualcosa di elegante e non pretenzioso.

LE SCARPE che passione!

Quante scarpe Pik & Nick hanno visto in questi trent’anni. Che meraviglia!

Le scarpe si sono sempre state la spia del nostro status e del nostro gusto.

La vita stessa è un cammino e i nostri piedi ne rappresentano l’essenza.

Fino a qualche decennio fa le scarpe erano segno distintivo della posizione in società e scandivano i momenti della giornata: pantofole per la scuola, scarpe riservate alle cerimonie e alla domenica, scarpe da sera ma anche scarpe da lavoro, da passeggio, di tutte le forgie. I grandi stilisti del settore ce ne hanno create proprio di tutte le forme e per ogni occasione. Delle vere opere d’arte. Le scarpe dicono moltissimo di noi: sono un accessorio ed insieme in indumento indispensabile. Un’immagine di successo non può prescindere da una scarpa di qualità.

Intorno agli anni quaranta e cinquanta, le mamme osservavano bene le calzature del pretendente alla mano della figlia per capire se fosse un “buon partito”. Sono infine, per qualcuno, un accessorio fetish ed entrano prepotentemente nel gioco della seduzione.

Fin dal Seicento divennero un vezzoso accessorio di gran voga, grazie soprattutto a quel modaiolo del Re Sole. E’ la nascita del tacco, la cui evoluzione ha segnato le epoche. E poi?

E poi sono arrivate le scarpe da ginnastica…

SCARPE DA GINNASTICA, SNEAKERS, SLIP ON:

 

LA NUOVA RIVOLUZIONE DEL FOOTWEAR

 

… di gomma, di forma tutte simili (forma???) di diversi colori magari abbinati insieme per farsi notare. E si fanno notare davvero.

Sono belle, comode, si lavano in lavatrice. Ma non erano scarpe da ginnastica? Non più. Sono diventate la prosecuzione del nostro piede.

Scusate ma devo dirlo: secondo me le scarpe da ginnastica si usano quando si fa ginnastica o con un abbigliamento sportivo della stessa natura. E in quel contesto compriamole bellissime, colorate, alla moda, comode e chi più ne ha più ne metta.

Perché anche il pigiama è bello, comodo, si lava in lavatrice. Ma non per questo ci si va in ufficio.

Le usano tutte le teen agers ed a loro tutto è permesso ma soprattutto un esercito di quarantenni, e qui ci sarebbe qualcosa da dire…

Lo so, non si può fermare questa nuova rivoluzione del footwear.

Le scarpe da ginnastica si sono evolute in sneakers (che sono in sostanza la stessa cosa ma in una lingua più seducente) e quindi, essendo obiettivamente inguardabili ai piedi di una signora, ecco il must dei nostri giorni: le slip on (dall’inglese “che scivolano su”). Ma cosa sono: sono scarpe sportive senza lacci e stringhe, quindi velocissime da indossare.

Certo constatare che tutte noi donne moderne non abbiamo più il tempo di allacciarci le scarpe e nemmeno di indossarle tanto che ci devono scivolare su da sole mi lascia basita.

Mah! Sarà così!

Comunque calzature del genere esistevano già e si chiamavano mocassini.

Ma si sa, siamo nell’era in cui tutto deve essere rinominato per essere indossabile…

 

 

2 Replies to “LOOK D’EFFETTO: Divertiamoci a guardarci intorno. Quali sono le ultime tendenze?”

    1. Hai ragione Lalla non si può girare con un consulente ma si può, secondo me, imparare a riconoscere quello che fa per noi. Non si tratta si essere sempre impeccabili. Io spesso sono un po’ così e così, dipende anche dall’umore, però non ho ricordi di avere acquistato un abito che poi non ho indossato o ho indossato malvolentieri. (da piccola una mamma sarta e creativa mi vestiva come voleva lei. Fin da allora ho imparato mio malgrado esattamente quello che volevo e non volevo mettere)
      Come si fa?
      Intanto non si rincorrono le mode e neanche le amiche, poi ci si analizza: fisico, ambiente in cui ci si muove, gusti, messaggio che si vuole dare. Insomma si impara a conoscersi.
      L’abito sbagliato? Ci si affida a qualcuno del mestiere che spietatamente ci dirà se si può sistemare e non ci si offende se l’analisi sarà crudissima. Non è arroganza dire talvolta che non ne vale la pena. È onestà e professionalità. Solo se è possibile quindi lo si farà modificare per renderlo più “indovinato”. In questo modo quell’abito ci avrà aiutato a capire perché è sbagliato (il tessuto? il taglio? il colore?) e l’acquisto non sarà stato inutile. La prossima volta sapremo intanto cosa evitare in un vestito.
      Proprio ciò che mi dici mi ha spinto a scrivere su questo blog. Non per presunzione, ma perché ogni giorno da me vengono signore di tutte le età che mi chiedono consigli perché non hanno la minima idea di che tipo di abito è giusto per loro. Cosa diversa è invece per il colore: quasi tutte le donne sanno quali sono i colori che le valorizzano e che amano.
      Quindi il fine di questo blog e di diventare proprio una guida completa attraverso l’analisi di tutte le tendenze che la moda ci offre per capire esattamente quali abiti acquistare.
      Ciao e grazie

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